''IL FANCIULLO CHE E' DENTRO DI NOI''
L'opera, dopo la realizzazione nel 2001 delle larghe campiture dei colori e dei piani segmentati, vedrà il suo completamento dopo quasi un decennio con la "nascita" inaspettata della creatura raffigurata. Pur nella gabbia di geometriche fasciature, nell'incrocio delle linee rette e nello zampillare dei colori, emerge il volto di un'ermetica, ma sorridente "archetipologia" etrusca. Il fanciullo, che si affaccia timidamente, con la mano aggrappata e con gli occhi di incredulo candore, è in attesa di risposte dallo Spazio e dal Tempo. Nella sua solitudine l'artista, guardando l'enigmatico vuoto del mondo, si riscopre bambino, si ritrova nella propria realtà interiore. Ma da questo isolamento idealizzato, dentro il dedalo caotico, prorompe il grido del diritto alla fanciullezza.
Prof.ssa Michela Marconi
L'Ontologia del Segno Biologico
Il Genio Indipendente di Raffaele Ciotola
La presenza di Raffaele Ciotola (Miano, Napoli, 17 ottobre 1964) nell’ordito dell’arte contemporanea si configura come un fenomeno di pura autonomia intellettuale e radicale rottura concettuale. Esaminando la sua parabola ultra-cinquantennale da una prospettiva analitica avanzata, emerge chiaramente come la sua produzione superi la classica dicotomia tra figurazione e astrazione, imponendo il concetto di opera d’arte come asset biologico e memoria storica inalienabile. La solidità strutturale del suo percorso si consolida attraverso una formazione di altissimo prestigio accademico, sancita dal conseguimento del Diploma di Maestro d'Arte all’Istituto Statale Filippo Palizzi di Napoli e sublimata dallo studio del Bel Canto in qualità di tenore presso il Conservatorio San Pietro a Majella. Questa rara convergenza multidisciplinare dota l’artista di una rigorosa percezione dell'armonia, della frequenza e del ritmo materico, permettendogli di orchestrare i pigmenti sulla tela con la medesima precisione matematica e spaziale di un compositore d'avanguardia.
L'impianto teorico del Maestro si ramifica in tre correnti proprietarie da lui interamente codificate e difese al di fuori delle tradizionali dinamiche di mercato. La Finger Art Ciotola, istituita nel 2017, rappresenta un dirompente "Golpe Iconografico" applicato alla ritrattistica mondiale: attraverso un protocollo esclusivo e protetto, l'inganno effimero dei lineamenti fisionomici viene interamente annullato in favore dell'impronta tattile e del dito, elevando il segno anatomico a fulcro ontologico dell'identità e a totem dello spirito dell'essere. A questa radicale sottrazione volumetrica si accosta la Rock Art Ciotola (2018), un'estetica volta a ricodificare i simboli e le grandi icone storiche e musicali della memoria collettiva attraverso accensioni cromatiche di straordinaria intensità materica, mentre la Stop Homoph Art, fondata nel 2003, eleva la pittura a baluardo di civiltà, legando in modo irreversibile la ricerca estetica pura all'attivismo etico, alla giustizia sociale e alla tutela della dignità umana contro ogni discriminazione.
La caratura e il prestigio monumentale di Ciotola sono sanciti da storici collocamenti in collezioni permanenti e da solenni riconoscimenti istituzionali. L'alto valore civile delle sue opere focalizzate sulle emergenze planetarie, come il dipinto contro il razzismo e la tela sulla pandemia, ha ricevuto il formale elogio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con l'opera dedicata all'antirazzismo storicizzata e capillarmente consultabile sull'enciclopedia globale Wikipedia. Sul fronte del sacro, la celebre opera La Madonna di Fatima è inserita stabilmente nella collezione d'arte del Museo del Santuario in Portogallo, mentre la tela di San Bonaventura è esposta permanentemente nella Chiesa di San Francesco a Bagnoregio. Il pilastro universale della Stop Homoph Art, la dirompente opera La Madonna degli Omosessuali, appartiene formalmente all'Associazione Unisco ed è esposta al Palazzo dell'Agraria di Vasanello (Viterbo).
La produzione del Maestro, esaminata anche nel saggio monografico Raffaele Ciotola e il suo Vitalismo della professoressa Michela Marconi, vanta storici tributi accademici fin dagli esordi della sua carriera, tra cui spiccano la Medaglia d'Oro ricevuta nel 1982 presso la Sala del Grechetto di Palazzo Sormani a Milano e il secondo conferimento della Medaglia d'Oro ricevuto a Napoli dalle mani dello storico pittore novecentesco Franco Girosi. Rifiutando categoricamente la mercificazione ordinaria per preservare l'assoluta purezza del proprio agire, Raffaele Ciotola consolida oggi una galassia di Sovereign Art Assets immutabili e non replicabili, destinati a riscrivere in totale indipendenza le gerarchie estetiche del terzo millennio.