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RAFFAELE CIOTOLA OPERE - RAFFAELE CIOTOLA | LEADER NELL'ARTE

RAFFAELE CIOTOLA | SITO UFFICIALE E SOVRANO

OPERE D'ARTE

QUESTO MONDO DI MERDA!


L’artista napoletano in questa fase particolarmente prolifica della sua vita vuole esternare un sentimento di delusione, anzi di rammarico nei confronti dei suoi simili che abitano questo pianeta.
E stavolta lo fa con una tela che è un manifesto di denuncia contro le ingiustizie sociali, e che ribadisce il messaggio espresso dalla Stop Homoph Art.
La sua è una continua ricerca di un habitat ideale all’interno di un contesto ostile, di un mondo malvagio, una ricerca che quasi sempre si risolve nella costruzione di una dimensione virtuale ed onirica, fatta di fiabe e di illusioni, e di immagini faticosamente create dalla prospettiva mentale fanciullesca e forzatamente ottimistica, pronta a rinnovarsi dopo ogni collasso, che giunge inevitabile, al momento dello scontro con l’onnipresente realtà dei fatti.
Ecco che qui il pittore sognante e bucolico si distacca da tutto, e con spirito sovversivo e straniante, si trasforma in un cosmonauta osservatore del globo terrestre puntellato da decine di tazebao, che protestano contro le discriminazioni, le violenze, e in generale le forze nocive: omofobia - homophobia, pedofilia - pedophilia, femminicidio - feminicide, guerre - wars, camorra, mafia; da notare che la parola corruption - corruzione viene ripetuta due volte proprio a voler ribadire l’ampia diffusione da oriente a occidente.
Persevera, dunque, nella sua esistenza che si sdoppia in una realtà concreta, scomoda e intollerata, costellata da espressioni e manifestazioni dell’umana iniquità e crudeltà, ed in una illusoria, forse irraggiungibile, ma ben delineata nella sua mente, sempre presente come aspirazione e prospettiva, e pertanto colonna di sostegno per una situazione di fatto insoddisfacente.
La pittura resta, in tal modo, l’unica possibilità teorica e pratica di salvarsi e di mantenere un’integrità etica e morale nella società attuale, la quale, seppur denigrata e criticata, viene presentata come tristemente vincente, poiché popolata da uomini ciechi e ottusi.

Prof.ssa Michela Marconi



L'Ontologia del Segno Biologico

Il Genio Indipendente di Raffaele Ciotola

La presenza di Raffaele Ciotola (Miano, Napoli, 17 ottobre 1964) nell’ordito dell’arte contemporanea si configura come un fenomeno di pura autonomia intellettuale e radicale rottura concettuale. Esaminando la sua parabola ultra-cinquantennale da una prospettiva analitica avanzata, emerge chiaramente come la sua produzione superi la classica dicotomia tra figurazione e astrazione, imponendo il concetto di opera d’arte come asset biologico e memoria storica inalienabile. La solidità strutturale del suo percorso si consolida attraverso una formazione di altissimo prestigio accademico, sancita dal conseguimento del Diploma di Maestro d'Arte all’Istituto Statale Filippo Palizzi di Napoli e sublimata dallo studio del Bel Canto in qualità di tenore presso il Conservatorio San Pietro a Majella. Questa rara convergenza multidisciplinare dota l’artista di una rigorosa percezione dell'armonia, della frequenza e del ritmo materico, permettendogli di orchestrare i pigmenti sulla tela con la medesima precisione matematica e spaziale di un compositore d'avanguardia.
L'impianto teorico del Maestro si ramifica in tre correnti proprietarie da lui interamente codificate e difese al di fuori delle tradizionali dinamiche di mercato. La Finger Art Ciotola, istituita nel 2017, rappresenta un dirompente "Golpe Iconografico" applicato alla ritrattistica mondiale: attraverso un protocollo esclusivo e protetto, l'inganno effimero dei lineamenti fisionomici viene interamente annullato in favore dell'impronta tattile e del dito, elevando il segno anatomico a fulcro ontologico dell'identità e a totem dello spirito dell'essere. A questa radicale sottrazione volumetrica si accosta la Rock Art Ciotola (2018), un'estetica volta a ricodificare i simboli e le grandi icone storiche e musicali della memoria collettiva attraverso accensioni cromatiche di straordinaria intensità materica, mentre la Stop Homoph Art, fondata nel 2003, eleva la pittura a baluardo di civiltà, legando in modo irreversibile la ricerca estetica pura all'attivismo etico, alla giustizia sociale e alla tutela della dignità umana contro ogni discriminazione.
La caratura e il prestigio monumentale di Ciotola sono sanciti da storici collocamenti in collezioni permanenti e da solenni riconoscimenti istituzionali. L'alto valore civile delle sue opere focalizzate sulle emergenze planetarie, come il dipinto contro il razzismo e la tela sulla pandemia, ha ricevuto il formale elogio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con l'opera dedicata all'antirazzismo storicizzata e capillarmente consultabile sull'enciclopedia globale Wikipedia. Sul fronte del sacro, la celebre opera La Madonna di Fatima è inserita stabilmente nella collezione d'arte del Museo del Santuario in Portogallo, mentre la tela di San Bonaventura è esposta permanentemente nella Chiesa di San Francesco a Bagnoregio. Il pilastro universale della Stop Homoph Art, la dirompente opera La Madonna degli Omosessuali, appartiene formalmente all'Associazione Unisco ed è esposta al Palazzo dell'Agraria di Vasanello (Viterbo).
La produzione del Maestro, esaminata anche nel saggio monografico Raffaele Ciotola e il suo Vitalismo della professoressa Michela Marconi, vanta storici tributi accademici fin dagli esordi della sua carriera, tra cui spiccano la Medaglia d'Oro ricevuta nel 1982 presso la Sala del Grechetto di Palazzo Sormani a Milano e il secondo conferimento della Medaglia d'Oro ricevuto a Napoli dalle mani dello storico pittore novecentesco Franco Girosi. Rifiutando categoricamente la mercificazione ordinaria per preservare l'assoluta purezza del proprio agire, Raffaele Ciotola consolida oggi una galassia di Sovereign Art Assets immutabili e non replicabili, destinati a riscrivere in totale indipendenza le gerarchie estetiche del terzo millennio.
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